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venerdì 30 settembre 2011

New Look - Janet


- di Diego Giovannettone

Da tempo tento di far capire alla gente che gli artisti delle nuove scene indie/post-something sono persone semplici ed umili e soprattutto che non conoscono il significato della parola rancore. Solidali e riverenti, la loro benevolenza li ha portati a stringersi attorno ad un mito in decadenza come Janet Jackson; mentre gli altri ancora son lì a storcere il naso per una tetta di troppo saltata fuori al super-bowl, loro le hanno cucito addosso una nuova corrente musicale, così come per altre flop girl come Cassie e Ciara (non che Janet meriti di essere considerata tale), ritagliando campionamenti dei suoi brani più rappresentativi e coverizzando i suoi momenti più avanguardisti.

mercoledì 14 settembre 2011

Active Child – Playing House (feat. How To Dress Well) | Recensione di un nostalgico del 1998.


Che fosse inevitabile era ormai chiaro. Sono emozionato come una fan di Lenny Kravitz che in piazza del Duomo a Milano vede il proprio beniamino per la prima volta affacciarsi dal balcone di TRL con Giorgia Surina e Marco Maccarini, anche questi discretamente apprezzati da ella.
Per raccontarla con razionalità, quest’estate il cantautore californiano Active Child, ossessionato dalle arpe e dalle proprie lentiggini, rilascia, come secondo singolo dal proprio album di debutto, You Are All I See, un brano intitolato Playing House.

lunedì 12 settembre 2011

Jamie XX x Fact Mag

Il mio inizio settimana non è mai stato così garage. Due ore che son sveglio e già sono al terzo ascolto di quello che ho appena proclamato il mix migliore di Settembre. Dopo la colossale impresa di un mix dalla durata di due ore contenente quasi quaranta tracce che spaziano dalla post-dubstep alla chicago house, Jamie XX, uomo da sposare in previsione dei campionamenti che potrebbe improvvisare con gli utensili da cucina, torna più intimo e discreto con un’ospitata in quello che ormai è il Teatro Parioli delle nuove scene musicali, FACT Mag.

sabato 3 settembre 2011

Hudson Mohawke | Pleasure Principle


Gucci Gucci Louis Louis Fendi Fendi Prada non è solo una citazione estrapolata da uno degli anthem del 2011 ad’opera di Kreyshawn, also known come la Lady Gaga delle cattive maniere, ma è anche la dichiarazione di un bisogno comune di tornare ai tempi in cui l’hip hop e l’ r&b erano uno stile di vita fatto di cose semplici,  cazzottiere e Louis V bags.
Certo ripristinare quelle umili abitudini cui eravamo affezionati non è cosa da poco, soprattutto ora che nessuno ha più voglia di farsi texturizzare le proprie Timberland con monogrammi Gucci, ma nel frattempo sono tanti i paladini di questa corrente che offrono un sano tuffo in quei momenti di musica così sinceri e spassionati. Ultimo, in ordine cronologico, è il producer gallese Hudson Mohawke, che non ha resistito al dovere etico di riportare in auge le bassline più sporche e i vocals più catchy che la nostra evoluzione sfrenata ha dimenticato di salvaguardare.

venerdì 8 luglio 2011

Damien Hirst e i RHCP


Ho tentato di dare un senso a ciò, ma non ci sono riuscito. Voglio dire, i rockers californiani dovrebbero essere tipi tatuati con capelli lunghi e bruciature di sigarette sparse sul corpo, che nel bianco salone della villa a Laguna Beach hanno esposta una tela di Rothko affettuosamente da loro definita come “una cazzo di merda su una merda del cazzo”; dovrebbero perennemente vivere a torso nudo e con gli occhiali da sole, al limite dell’anafalbetismo. Invece ora mi ritrovo quei non-più-giovani dei Red Hot Chili Peppers in versione post-human con la cover del nuovo album in uscita ideata da Damien Hirst, l’artista contemporaneo meglio noto come l’imbalsamatore o ancor meglio noto semplicemente come Damien Hirst.

martedì 5 luglio 2011

Watch The Throne | Kanye West ha in serbo un altro pacco bomba da incartare e far scoppiare tra le mani della sobrietà

Pensate che questa sia l’era del minimalismo asettico? Credete che in giro si abbia voglia solo di essenzialità? Vivete su un altro pianeta. Kanye West ha in serbo un altro pacco bomba da incartare e far scoppiare tra le mani della sobrietà. E stavolta ha degli alleati davvero spaventosi. Ma riordiniamo le cose.

lunedì 6 giugno 2011

NEW VIDEO: Kanye West | Monster

Finalmente può permettersele anche Kanye West le inquadrature a torso nudo senza dover ricorrere alla vecchia self irony, non come Rick Ross che ha bisogno di paragonare la sua cucina alla borsa di Chicago ogni volta che decide di togliersi la camicia.
Monster è, secondo i nostri calcoli, il terzo singolo estratto da quel testo sacro che My Beautiful Dark Twisted Fantasy è, ammesso che venga fisicamente estratto, ammesso che Power fosse conteggiato come primo singolo, ammesso che Runway fosse un secondo singolo e non solo una scusa per rimorchiare quel tocco di Selita Ebanks; in ogni caso il videoclip è tutto ciò che un rapper dell’Illinois può desiderare.
Jake Nava, il regista, che è un po’ il corrispettivo a stelle e striscie del nostro Gaetano Morbioli, e non solo per l’ampio ventaglio di clienti, ma più che altro per essere un ordinario petulante con diffusa maestria in ciò che fa, ha rielaborato una bella serie di clichè e cose già viste ma che in realtà non dispiace mai rivedere, ha piazzato slow motion quanto basta e nelle pause pranzo riguardava come guida un vecchio lavoro di Jonas Akerlund che non stiamo qui a citare per esteso.

martedì 15 marzo 2011

Il MAXXI e lo straccione

"Non si butta via niente". Che è un po’ la filosofia cardine dell’arte povera. "Non c’è abbastanza spazio per i giovani". Che è un po’ il tumore dell’arte nostrana, e in senso lato dell’intera baracca nazional-popolare.

E allora quale modo migliore avrebbe potuto scegliere il MAXXI, torniamo a parlarne, per tuffarsi tra i luoghi comuni che ci animano se non quello di proporre un’epocale retrospettiva sull’opera del vetusto Michelangelo Pistoletto, meglio noto come “l’uomo che ti impedisce di guardare il film al cinema a causa dalla sua acconciatura tragicamente voluminosa proprio lì davanti a te” dell’arte italica. Sì, c’era una velata critica qui.

giovedì 3 marzo 2011

Lykke Li | Wounded Rhymes

Di sicuro ora va in giro con capi neo-gothic della Demeulemeester e citando Edgar Allan Poe ad ogni rutto. E’ maturata dai tempi delle ballate naive di Youth Novels, Lykke Li. O almeno questo racconta a chi le chiede se è maturata dai tempi delle ballate naive di Youth Novels. Ovvie verità insomma. Si descrive più noir e introspettiva, si confessa più consapevole e cosciente.

martedì 22 febbraio 2011

MAXXI, il museo delle arti del ventunesimo secolo

Anni ’10 del ventunesimo secolo. Quell’Italia, che rimpiange i tempi delle avanguardie in cui poteva vantare di essere se stessa in una contemporaneità proiettata ai futurismi, ostenta con affanno una voglia di rivalsa nei confronti di quel panorama che ancora sente di poter dominare. Oggi sceglie di tornare alla ribalta al fianco delle nuove potenze culturali promuovendo a larga scala le attività del neonato MAXXI, il museo delle arti del ventunesimo secolo, appunto.

giovedì 17 febbraio 2011

L'architettura e il suo momento senza nuvole

Non facciamo retorica nel dire che l’architettura sta vivendo un momento senza nuvole. Ma nel vero senso della parola.
Paradossalmente con quest’espressione intendiamo far polemica su un periodo di ostracismo nei confronti dell’architettura, quella un po’ fauve sopra le righe, e in particolare delle “nuvole”.
Sono proprio due progetti, affettuosamente associati all’idea di una nuvola dai propri ideatori, a dover combattere con i venti contrari.






mercoledì 2 febbraio 2011

Bistecche si, bistecche no | Milano e la censura.

Robert Gligorov - Guernica

E’ solo l’ultimo episodio, triste e sconfortante, di una tormentata storia d’amore tra il comune di Milano, ma non solo, e la maleducazione dilagante dell’arte contemporanea.

lunedì 10 gennaio 2011

Il Parallelepipedo Del Lettore | Francesco Vezzoli


Lontano dal cinismo e dalle cialtronerie di Cattelan, l’Italia dell’arte contemporanea è rappresentata nel mondo da ben altra figura. Icona del provincialismo, decadente, portatore sano di retaggi barocchi, omosessuale e conseguentemente dotato di buon gusto e sensibilità. Francesco Vezzoli incarna oltre i confini del bel paese lo stereotipo del neo-d’annunziano colto ed effimero, narcisista e ossessionato dalla vacuità.