Ho tentato di dare un senso a ciò, ma non ci sono riuscito. Voglio dire, i rockers californiani dovrebbero essere tipi tatuati con capelli lunghi e bruciature di sigarette sparse sul corpo, che nel bianco salone della villa a Laguna Beach hanno esposta una tela di Rothko affettuosamente da loro definita come “una cazzo di merda su una merda del cazzo”; dovrebbero perennemente vivere a torso nudo e con gli occhiali da sole, al limite dell’anafalbetismo. Invece ora mi ritrovo quei non-più-giovani dei Red Hot Chili Peppers in versione post-human con la cover del nuovo album in uscita ideata da Damien Hirst, l’artista contemporaneo meglio noto come l’imbalsamatore o ancor meglio noto semplicemente come Damien Hirst.
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venerdì 8 luglio 2011
Damien Hirst e i RHCP
Ho tentato di dare un senso a ciò, ma non ci sono riuscito. Voglio dire, i rockers californiani dovrebbero essere tipi tatuati con capelli lunghi e bruciature di sigarette sparse sul corpo, che nel bianco salone della villa a Laguna Beach hanno esposta una tela di Rothko affettuosamente da loro definita come “una cazzo di merda su una merda del cazzo”; dovrebbero perennemente vivere a torso nudo e con gli occhiali da sole, al limite dell’anafalbetismo. Invece ora mi ritrovo quei non-più-giovani dei Red Hot Chili Peppers in versione post-human con la cover del nuovo album in uscita ideata da Damien Hirst, l’artista contemporaneo meglio noto come l’imbalsamatore o ancor meglio noto semplicemente come Damien Hirst.
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