- di Tony D'Onghia
Con i suoi 23 anni scarsi Alan Palomo potrebbe quasi essere ancora considerato un “bambino prodigio”, e non solo anagraficamente. C´è infatti un che di infantile nella sua inclinazione ad un terrorismo sonoro benevolo, giocoso, multicromatico e scintillante. Caratteristiche accennate nel suo album d'esordio "Psychic Chasm", in questo “Era Extraña” totalmente e compiutamente espresse. Il Pop Rock d alto bordo della MTV di metá anni 80 inizi 90 viene rivisto in questo album sotto la lente del noise pop di stampo britannico di Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine. Niente di nuovo forse, il brivido dell´estasi nella distorsione è un piacere che non ci siamo ancora tolti dai tempi di “Psychocandy”. Ad ogni modo, considerare Alan Palomo semplice revivalista è riduttivo e fuorviante. Piú calzante piuttosto è considerarlo come un figlio dei nostri tempi che fa musica che è segno e frutto dei tempi. Infatti qui i feedback chitarristici, ormai tanto familiari, vengono sostituiti da quelli di provenienza digitale in 8-bit e la sperimentazione sonora non è mai fine a se stessa ma viene messa sempre al servizio di una produzione ( curata da David Fridmann, già dietro al banco di regia con Flaming Lips e MGMT ) panoramica e mozzafiato e di canzoni concise, emozionali e sensuali, piene zeppe di ganci melodici immediatamente "memorizzabili".














